Viù Studio di Architettura a Imola – Bologna

La cucina bianca si integra con una monumentale libreria grigia che trasforma l’ambiente in un luogo dove cultura e quotidianità convivono naturalmente. I volumi modulari della libreria scandiscono la parete con un ritmo geometrico che dialoga con la linearità della cucina, creando una stratificazione funzionale che va oltre la semplice preparazione dei pasti. L’isola centrale emerge come fulcro conviviale, con sgabelli dalle linee essenziali che invitano alla sosta e alla condivisione. Le lampade cromate a sospensione definiscono lo spazio con la loro presenza scultorea, riflettendo la luce e moltiplicando la luminosità dell’ambiente. Il pavimento in legno introduce una dimensione tattile e termica che bilancia la pulizia formale dei volumi bianchi e grigi, creando una stratificazione materica che rende lo spazio profondamente abitabile. La parete grigia sul fondo, con texture che ricorda il cemento, ancora il progetto all’estetica industriale senza appesantire visivamente l’insieme. Questa cucina non è solo un luogo funzionale ma uno spazio dove il sapere contenuto nei libri dialoga con il fare quotidiano, trasformando la preparazione dei pasti in un’esperienza culturale.
Il bagno reinterpreta l’estetica industriale attraverso superfici che evocano il cemento grezzo, dove la texture materica diventa protagonista assoluta dello spazio. Il piano in legno naturale introduce una nota calda che contrasta con la freddezza percettiva delle pareti grigie, creando un equilibrio sensoriale essenziale. La lampada articolata verde smeraldo sulla parete non è solo un elemento funzionale ma un accento cromatico che vivacizza la palette neutra, portando un tocco di colore industriale vintage che richiama le lampade da officina. La poltrona verde imbottita trasforma questo ambiente tradizionalmente funzionale in un luogo di sosta riflessiva, un angolo dove prendersi cura di sé diventa un momento di pausa autentica. Questa presenza inattesa della seduta introduce comfort in uno spazio dominato da materiali duri, dimostrando che anche gli ambienti di servizio possono acquisire una dignità abitativa che invita alla permanenza. Le superfici effetto cemento non sono fredde ma autentiche, oneste nella loro materialità, e si lasciano abitare senza maschere decorative superflue.
Le piastrelle decorative in bianco e nero dominano questo secondo bagno con un pattern grafico che cattura immediatamente lo sguardo. Questo intervento decorativo introduce personalità e carattere in uno spazio altrimenti neutro, trasformando la parete in un elemento narrativo che racconta una scelta stilistica precisa. Il contrasto cromatico netto tra bianco e nero crea un ritmo visivo dinamico che anima la superficie, mentre la ripetizione del motivo geometrico genera una texture che dialoga con la sobrietà del resto dell’ambiente. La porta in vetro trasparente permette a questo pattern di essere visibile anche dall’esterno, trasformando il bagno in un elemento scenografico che contribuisce alla complessità visiva dell’intero appartamento. Questa scelta compositiva bilancia il rigore industriale con un accento contemporaneo giocoso, permettendo allo spazio di acquisire un’identità forte senza compromettere la coerenza stilistica complessiva. Il pavimento e le altre superfici rimangono neutri, lasciando che sia il pattern grafico delle piastrelle a diventare il fulcro espressivo dell’ambiente, dimostrando come un singolo intervento mirato possa definire completamente il carattere di uno spazio.
La veduta d’insieme rivela la filosofia progettuale nella sua interezza: un pilastro o una trave lasciata volutamente grezza diventa elemento scultoreo che attraversa lo spazio raccontando la verità costruttiva dell’edificio. Questa presenza strutturale esposta non è un limite ma un valore, un manifesto dell’onestà progettuale che caratterizza l’estetica loft. Il tavolo da pranzo in legno scuro con le sue venature pronunciate dialoga con il pavimento chiaro creando una stratificazione materica equilibrata, mentre le lampade nere a sospensione con i loro cavi lunghi e sinuosi disegnano traiettorie aeree che aggiungono dinamismo allo spazio. La stufa nera cilindrica emerge come elemento verticale che introduce calore non solo termico ma anche simbolico, evocando il focolare domestico reinterpretato in chiave contemporanea. Le sedie imbottite dal design morbido contrastano con la durezza dei materiali industriali, creando quell’equilibrio tra rigore e comfort che rende questi spazi profondamente vivibili. La continuità visiva tra zona pranzo e living, visibile sullo sfondo, conferma la vocazione open space del progetto, dove ogni ambiente mantiene la sua identità funzionale partecipando però a una narrazione spaziale unitaria che celebra l’ampiezza e la libertà compositiva.